Macchie Solari

luglio 10, 2007 at 10:28 pm (Lettera M)

 Armando Crispino (1975)

 

locandina

Sinossi

Roma: Simona (Mimsy Farmer) è una giovane studentessa di medicina intenta a stilare una tesi di laurea per l’Università. Il tema della relazione verte sulla medicina legale, e la giovane ragazza cerca materiale per la sua ricerca nell’obitorio romano: studiando una serie di cadaveri anonimi e partecipando a diversi esami autoptici.
Mano a mano che la ragazza procede, approfondendo la materia, una serie di inquietanti suicidi turba l’assolata e torrida città: persone appartenenti ai più svariati ceti sociali si tolgono la vita con frequenza sempre più crescente. Sino a quando Betty (Gaby Wagner), una giovane americana, si uccide nei pressi della spiaggia di Ostia. La giovane “vittima” era residente al “Roseto”, proprio di fianco a Simona. La studentessa, sotto stress per le crude immagini cui è sottoposta all’obitorio, comincia a temere per la sua incolumità.
La serie di spaventosi suicidi, frattanto, viene liquidata da alcuni docenti dell’Università, come conseguenza di un’improvvisa attività delle “macchie solari”: in grado di alterare l’equilibrio psichico delle persone, già sottoposte a forte stress dall’anomala ondata di calore estivo…
Ma questa è, in vero, solo una parte della verità: perché oltre alle “macchie solari” agisce, nelle affollate strade romane, anche la mano di un feroce e spietato killer…

Armando Crispino aveva già dato ottimi segnali nella direzione del bel giallo L’Etrusco Uccide Ancora, di qualche anno precedente, e con Macchie Solari conferma una predisposizione al genere di rara efficacia.
Il plot narrativo, che inizialmente pare essere ascrivibile ad un Horror puro, vira verso il finale al “giallo” classico, miscelando con perfetta calibrazione gli “ingredienti” e farcendo tutta la vicenda di immagini particolarmente gore e splatter: le sequenze e le foto all’interno dell’obitorio.
Pur essendo, a tratti, la sceneggiatura piuttosto contorta, Crispino ripara con un sapiente utilizzo della M.d.P., con l’ausilio di ottime interpretazioni (la Farmer e Lovelock in particolare) e con l’efficacia degli eccellenti effetti speciali…
Da segnalare che la brava Mimsy Farmer si dedicò, in quel periodo, ad interpretare una serie di Thriller italiani (tra gli altri Quattro Mosche di Velluto Grigio, Black Cat ed Il Profumo della Signora in Nero)…
Musiche di Ennio Morricone, per un film veramente unico nel panorama cinematografico italiano dell’epoca: che deve, ancora oggi, trovare una degna edizione in home video…

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Medaglione Insanguinato – Perché? (Il)

luglio 10, 2007 at 10:21 pm (Lettera M, Lettera P)

Massimo Dallamano (1975)

 locandina

La piccola Nicoletta Elmi, in questo periodo, venne presa come modello per rappresentare, sullo schermo, l’ideale “bambina diabolica”, e Dallamano sa sfruttare questa immagine con grazia e con finezza visiva (le sfumature cromatiche della pellicola conferiscono un look pittorico d’insieme). Richard Johnson ha lo stesso “maledetto” aspetto (e abbigliamento con “spolverino”) del coevo Chi Sei?. Nel complesso la storia non regge, ma gli occhi traggono piacere dalla (sublime e crepuscolare) visione.

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Mio Caro Assassino

luglio 10, 2007 at 10:16 pm (Lettera M)

Tonino Valerii (1972)

 

locandina

Valerii è un nome molto più popolare per la regia di western e film di altro genere: ma è un regista completo ed un ottimo sceneggiatore. Con questo giallo, nato sull’onda dei successi argentiani, l’autore firma il suo capolavoro. Mio Caro Assassino, grazie ad un cast di ottimi attori, un’ottima sceneggiatura e una grande messa in scena, raggiunge l’invidiabile primato sul “giallo alla Dario Argento”, superando persino le prime opere del Maestro. Peccato sia l’unica regia del genere.

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Vivi e i Morti (I)

luglio 10, 2007 at 1:25 am (Lettera V)

Roger Corman (1960)

locandina

Prima – e riuscita al pari del successivo Il Pozzo e il Pendolo – opera dedicata (da Roger Corman) alla serie di racconti scritti da Allan Poe. Benché il soggetto sia stato più volte rivisitato (sia in precedenti, sia in successive occasioni), nessuna raggiunge la perfezione formale e retorica di questa riuscitissima trasposizione cinematografica. I meriti vanno a Price, in grado – come sempre, del resto – di sostenere una parte esclusivamente incentrata su un ruolo prettamente verbale, che amplifica l’insieme delle suggestioni letterarie…
DA RICORDARE: Il lungo ed intenso dialogo circostanziato sulle qualità malefiche della casa, pronunciato dallo svigorito Usher…

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Pozzo e il Pendolo (Il)

luglio 10, 2007 at 1:22 am (Lettera P)

Roger Corman (1961)

 locandina

Seconda pellicola, girata da Corman, delle otto (complessive) ispirate ai celebri racconti di Poe e realizzate negli anni ’60. Il regista fortifica, con questo film, il suo metodo (in seguito adoperato da altri cineasti e ribattezzato, appunto, “metodo Corman”) avvalendosi di ottimi collaboratori che compongono il cast tecnico e artistico. Grande prova di sceneggiatura (opera di Matheson), ottime interpretazioni e grande perizia tecnica ne fanno il migliore della serie. Omaggiato da Burton in Edward mani di forbice e nel Mistero di Sleepy Hollow.
• CITAZIONE: Vincent Price/Nicholas Medina, mentre si appresta ad azionare il meccanismo del pendolo: “sai dove sei, Bartolomeo? Vicino all’entrata per l’Inferno!”

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Notte del Demonio (La)

luglio 10, 2007 at 1:18 am (Lettera N)

 Jacques Tourneur (1957)

locandina

Grande, inimitabile viaggio nel mistero (suggerito). Il film di Tourneur riesce a instillare il senso di delirio e di “irreale” che sembra affrancarsi da una mente malata per procedere sul piano della realtà. Il “contratto” diabolico, stipulato con il sangue, riaffiora a tempo debito mentre il protagonista tenta di fuggire da quello che sembra un incubo ma non lo è. La luna piena, le impronte del Dèmone sul terreno, la manifestazione finale (voluta dalla produzione) lo rendono indimenticabile.

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Tre Volti della Paura (I)

luglio 10, 2007 at 1:14 am (Lettera T)

Mario Bava (1963)

locandina

Capolavoro di Mario Bava (e del cinema horror italiano), questo indimenticabile film composto da tre incisivi episodi (La Goccia d’Acqua resta il migliore) rappresenta assieme ad Operazione Paura il punto di non-ritorno del cinema gotico italiano (difficile raggiungerne l’intensità visiva e narrativa). Omaggiato in tutto il mondo (il complesso dei Black Sabbath prese nome dal titolo americano del film), meglio rappresenta l’ironia (macabra) e lo spirito modesto (il finale) di un grande Artista.

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5 Tombe per un Medium

luglio 10, 2007 at 1:10 am (Lettera C)

Massimo Pupillo (1965)

locandina

Pupillo ha diretto pochi film e solo tre sono ascrivibili al genere horror. In ordine cronologico: 5 Tombe per un Medium, Il Boia Scarlatto e La Vendetta di Lady Morgan. In assetto di realizzazione la qualità andava via via calando. Certo è che all’estero è stato diverse volte consultato (anche a livello universitario) proprio per questa “trilogia”. Nello specifico questo è uno dei migliori gotici italiani: per sceneggiatura, per realizzazione e non da ultimo per le buone interpretazioni.

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Venerdì 13

luglio 6, 2007 at 10:56 pm (Lettera V)

Sean S. Cunningham (1980)

locandina

Il film nasce per gioco, tanto che viene venduto da Sean Cunningham alla Paramount prima ancora di essere concepito: solo il titolo e qualche scena convincono la celebre casa di produzione. La trama è ridotta all’osso e sembra attingere alle atmosfere baviane di Reazione a Catena: teenager in effusioni amorose, un feroce killer che esegue un sadico body-count… Eppure, nella sua semplicità (il motivo musicale di Henry Manfredini, composto dalla contrazione di kill mama, kill mama!), scorre veloce e convince le platee di tutto il mondo…

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Maniac

luglio 6, 2007 at 10:53 pm (Lettera M)

William Lustig (1980)

 locandina

Si comincia con una gola squarciata, per proseguire con un feroce strangolamento a base di fil di ferro, per poi procedere con un soffocamento e successiva recisione di scalpo ad hoc; al limite del delirio, si continua con una testa disintegrata da un fucile a canne mozze (quella dell’effettista Tom Savini), una ragazza penetrata da un lungo coltello, un’altra recisione di scalpo e, infine, una originale decapitazione eseguita con le mani… In una ipotetica competizione basata sulla violenza e sul nichilismo presente come “base” portante della struttura di un film, senza dubbio Maniac occuperebbe, se non il primo, uno dei posti in cima alla classifica.

Il film di William Lustig (autore di derivazione dal mondo del porno) rimane a testimonianza almeno per due motivi:

1) l’interpretazione decisamente sopra la media di Joe Spinell (anche sceneggiatore della pellicola);

2) gli effetti speciali di Tom Savini (che appare anche in un ruolo nei panni di “vittima”), mai più verosimili e crudi come in questa occasione.

Il regista dimostra una conoscenza del meccanismo thriller decisamente superiore alla media e confeziona una delle opere più malsane degli anni ’80.

Snobbata dalla critica (e per certi aspetti anche dal pubblico) proprio a causa del suo contenuto “disturbante” -più sul piano morale, che visivo- rimane a testimonianza di come, anche in epoca di apparente sicurezza economica, lo stato d’animo (e lo spirito d’adattamento) dei più vulnerabili possa, decisamente, incanalarsi in atteggiamenti antisociali…

William Lustig, dopo una serie di film horror (tra i quali la serie di Maniac Cop) si è dedicato al recupero di film nell’ottica di una distribuzione mirata al mercato DVD. Notevole la cura e l’attenzione affidata dal regista per l’attenzione riposta al riversamento dei film (integrali) e ai contenuti extra delle pellicole della Anchor Bay, con un occhio particolare di riguardo per il cinema thriller italiano.

Curiosità: Daria Nicolodi doveva rivestire i panni di Anna D’Antoni (la ragazza di cui si invaghisce Frank), ma poiché era impegnata sul set di Inferno di Dario Argento, il suo ruolo è andato a Caroline Munro…Attenzione al cast: in un piccolo ruolo di infermiera anche Sharon Mitchell, che pur se già attiva nel genere hard, di lì a breve avrebbe incrementato a livelli esponenziali le sue “interpretazioni” (e anche regie!) porno… Breve interpretazione dello stesso Lustig nei panni di portiere d’albergo…

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